La cura del Corpo
durante il Periodo Imperiale
Le matrone romane usavano grandi quantità di belletti, profumi, balsami e unguenti che venivano preparati dagli unguentarii. I belletti venivano conservati in cassette di legno, una sorta di beautycases, in boccette di vetro soffiato, terracotta o alabastro e anche in conchiglie naturali o vasetti di ambra profumata.
Il trucco quotidiano cominciava con una base di fondotinta, solitamente venduto in pastiglie di biacca ( piombo carbonato ) da tritare e mescolare con miele o sostanze grasse. Questo impasto veniva addizionato con salnitro, feccia di vino o ocra rossa e poi applicato sul viso per ottenere varie tonalità. Si noti che la biacca insieme ad altri prodotti è oggi classificata come sostanza tossica.

Era in uso anche evidenziare le sopracciglia con stibium, antimonio solfato in polvere conosciuto anche come kajal, e colorarsi le palpebre con ombretti ricavati da polveri di malachite verde (ora classificata come tossica) e azzurrite.
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I rossetti venivano ricavati dal gelso, dal fuco
(un’alga rossa), da altri estratti vegetali o animali
e da polveri minerali.

I denti venivano sbiancati grazie a dentifrici a base
di polvere di pomice, gesso e bicarbonato di sodio. Per l’alito cattivo venivano poi usate pastiglie specifiche. L’arte della preparazione dei belletti
era affidata a delle specialiste le cosmetae, le estetiste di allora, che al momento dell’uso scioglievano e impastavano questi ingredienti e li collocavano in piccoli contenitori per le applicazioni.
Contro l’invecchiamento della pelle si usavano maschere di bellezza a base vegetale, ricavate da lenticchie, orzo, lupini, finocchio, basilico, semi di origano, biancospino, aceto ed essenze di rosa e mirra. Comuni erano anche le sostanze di origine animale come il miele, la polvere di corna di cervo
o lipidi quali il grasso di oca e il midollo.
Sui profumi ci forniscono stupende testimonianze gli affreschi della case delle rovine di Pompei: le essenze erano ottenute per spremitura
o macerazione su una base di olio d’oliva o succo d’uva.
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Le donne inoltre per sottolineare la loro bellezza utilizzavano fondotinta e ciprie di vario colore ricavate da minerali. Gli uomini generalmente non curavano tanto la pelle utilizzando oli o emulsioni, ma avevano grande cura della barba che generalmente veniva tagliata del tutto da un barbiere. Gli uomini facevano anche uso di profumi, soprattutto durante le cerimonie.
Cosa interessante è apprendere che anche gli uomini si depilavano, sebbene fosse considerata una pratica effeminata. Tuttavia questa era talmente comune che addirittura nelle terme esisteva un servo addetto esclusivamente alla depilazione maschile.

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