
Il suo nome è collegato a quello della ninfa Minta che secondo una leggenda narrata dallo scrittore latino Ovidio, ebbe la sfortuna di essere così bella da fare innamorare Plutone. Per vendicarsi, la moglie del dio degli inferi, tramutò la ninfa in pianta e Plutone, non potendola riportare in vita, le donò come ultimo gesto d’amore il caratteristico e fresco profumo della menta.
La rosa, conosciuta fin dall’antichità come il fiore di Venere, è il simbolo dell’amore e della femminilità. Il suo profumo veniva cosparso sulla pelle per detergerla, renderla morbida e vellutata dopo voluttuosi bagni. Completano la formula estratti di rosa bulgara, rosmarino e alloro, di cui i romani facevano buon impiego per migliorare il tono della pelle anche durante attività sportive.